PERCEPTION LIGHT MATTER

Milan Design Week : 09/04/2019 - 14/04/2019 Via Tortona 9 - MILAN

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Weople Space accoglie “Perception Light Matter” di Delfina Giannattasio.

 

L'esposizione trasforma l'ambiente spazio in un percorso sensoriale, fatto di percezioni, alternanze di luci e ombre, tra realtà e sogno, tra materia e astrazione.

 

Il visitatore inizia il suo percorso in un labirinto di opere sospese quasi eteree che sfidano la gravità. Omaggio che l’artista romana dedica all’ anniversario dei 50 anni dello sbarco sulla luna.

 

Fin dal quadro centrale, Equilibrio W  (2019) punto di partenza del viaggio artistico, il visitatore si immerge nell'universo di sottili divergenze creato da Delfina. Il logo di Weople si presenta su una tela di lino come un equilibrio dato  dal movimento sinuoso ed organico del cerchio principale, delle pennellate di colori di terra mischiati al rosa, interrotto da due piccoli tondi blu cobalto, definiti, geometrici, imponenti, che ribilanciano l’armonia dell’ opera.

 

Il tema dell’ equilibrio fatto di meticolosi bilanciamenti è il marchio di fabbrica dell'artista e si ripropone costantemente in tutte le opere.

Ricorrenti i temi del movimento e al tempo stesso il tentativo di immortalare un istante preciso.

L’ ossessione dello spazio e della luce deriva dalla sua sensibilità architettonica che da artista rivisita rompendo le regole, spronando l’immaginazione dell’ osservatore, invitando l’illusione della percezione, accompagnato dal costante bilanciamento tra spazio interiore e esteriore dato dalla materialità e concretezza del opera stessa.

Nel tragitto all'interno dello spazio espositivo si respira a fondo la dimensione del viaggio, tra architettura e natura, tra forme e colori.

Un viaggio di sogni ad occhi aperti e di leggerezza, suscitata dalle opere sospese.

 

Pochi passi oltre al logo di Weople si incontra Whispering Gold (2019): luce e bianco, catturati in un momento che suggerisce e sospira “carpe diem”, perché dura solo il tempo di un respiro, così come ribadisce Pink Impression (2019) a lato.

 

Nella fila successiva risaltano i temi cari all’artista, legati al viaggio, alla sua passione per l’esplorazione e curiosità di entrare in contatto con paesi e paesaggi diversi, culture diverse.

In Nomad Sunset (2019), Delfina ricrea ad esempio un tramonto mediorientale. Nei due dipinti a lato si riprende il binomio, architettura-natura, dove il cemento metropolitano lascia spazio anche al verde, la natura che avvolge l’architettura, The Forest on the roof (2019) a destra, The Garden is behind the courtyard (2019) a sinistra,  rappresentano entrambi l’avvolgimento della natura nel Palazzo  di famiglia in Basilicata.

 

Il riferimento alla città diventa protagonista nella fila successiva. West London Lights (2018-19) e East London Lights (2018-19) sono le opere gemelle che raccontano la Londra vissuta da Delfina, città che l’artista ama dove abita da anni. Anche su queste tele, le robuste pennellate di grigio e le colate di colore, che richiamano i toni urbani e le frequenti piogge londinesi, convivono e sono anzi sovrastate dalla luce: da tonalità calde e dorate, che prendono il sopravvento, anche sotto il cielo plumbeo.

 

D’un tratto, dalla dimensione eterea e sospesa, Delfina riporta il visitatore alla realtà, ponendolo di fronte a una delle sue opere più importanti e significative: Windy Maremma (2019).

Il quadro è un’esplosione di colori forti, rossi ferrugginosi che sanno di terra, di pirite, la terra a cui appartiene l’infanzia della pittrice: la Maremma e l’Argentario sono i luoghi in cui si sono solidificate le sue memorie più preziose, che alimentano la sua arte.

 

I dipinti successivi, appoggiati alle colonne, sono in contrapposizione con i precedenti appesi: i colori diventano più chiari, i toni più distesi e discreti ma parlano con lo stesso linguaggio con cui l artista descrive La Valle del Salto, zona laziale a lei cara.

The clouds are born in my lake – Sunrise (2019)

The clouds are born in my lake – Day (2019)

The clouds are born in my lake – Sunset (2019)

 

Il percorso continua tornando verso il punto di partenza, con Artic Unexpected (2019), dove viene richiamato il mare. Nonostante il nome e il blu intenso riconducano ad acque fredde e tempestose, la presenza dell’ ombra di una foglia di palma osteggia e contraddice, in quanto simbolo tropicale, sottolinea la sua indole marina, incline all’esplorazione anche dei paradisi tropicali.

 

Il percorso si conclude con Evolution of a moving forest (2018-19). Decisamente il quadro più maestoso in termini di dimensioni, formato da quattro tele congiunte per mettere in evidenza il concetto del movimento. Il verde della foresta è sfocato, così come una fotografia scattata dal finestrino di un treno in corsa: il movimento confonde, mischia i colori e le sensazioni, crea un effetto nebuloso, senza confini. Siamo noi che ci muoviamo o è la foresta che fugge? L’interpretazione, come sempre, è libera per l’osservatore.

 

Ed è proprio la libertà un tema chiave, parte del DNA dell’arte di Delfina e punto d’incontro con la realtà di Weople, che si propone come soluzione innovativa per garantire ai suoi ospiti la libertà di gestire, controllare e proteggere i propri dati personali.

Delfina Giannattasio per Weople, in sintesi: dettagli, luci, contrasti, natura ed interpretazione.

 

                                                                                                                                    Paola Savina